

La medicina rigenerativa e le nuove frontiere della colon proctologia.
Intervenire sulla malattia emorroidaria e sul prolasso rettale per guarirlo senza intervento chirurgico è oggi assolutamente possibile per tutti: senza provocare traumi e con tempi rapidi di recupero, grazie alla tecnica TRAP-H del dottor Marco Cosimi, dirigente medico in Roma, specialista in chirurgia vascolare, chirurgia generale ed urologia.
La fleboterapia rigenerativa TRAP-H garantisce risultati definitivi e stabili se è attuata correttamente, ragione per cui le tecniche mininvasive da me ideate sono tutelate da un marchio apposito registrato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, per la terapia del prolasso rettale di ogni grado, della malattia emorroidaria, del cistocele. Inoltre, grazie ai fattori di accrescimento cellulare ed alle cellule staminali mesenchimali dello stesso paziente, è oggi possibile guarire rapidamente, senza complicanze e senza traumi, qualsiasi ragade anale e le fistole anali e perianali.
Una siringa invece del bisturi

La Fleboterapia Rigenerativa Emorroidaria (TRAP-H), attraverso semplice infiltrazione endovenosa locale nel retto di soluzione salina di salicilato di sodio, principio attivo non sclerosante, rimodella tutte le pareti vascolari varicose dei plessi venosi emorroidari e dei vasi che riforniscono i gavoccioli emorroidari presenti, correggendo anche il prolasso rettale dei pazienti. Ciò sfruttando la capacità locale di rigenerazione delle stesse cellule infiammatorie presenti sui tessuti vascolari flebitici affetti da prolasso rettale e malattia emorroidaria. Tali vasi essi ritorneranno biologicamente ed anatomicamente sani recuperando anche le loro preziose funzioni endoteliali nella pelvi. Saranno quindi proprio le stesse cellule infiammatorie della flebite emorroidaria a liberare localmente i loro preziosi fattori di accrescimento cellulare. E’ inoltre sempre grazie al semplice mezzo di una siringa, invece del bisturi, che si può finalmente guarire ambulatorialmente in modo indolore dalle ragadi e dalle fistole anali.

Specializzato nella diagnosi e nella terapia delle patologie:
Rettali, Uro-ginecologiche, Proctologiche, Urologiche, Andrologiche
Il Dott. Cosimi Marco è specializzato nella diagnosi e nella terapia delle patologie proctologiche, urologiche, rettali, andrologiche e uro-ginecologiche.
La sua esperienza consente di affrontare con maestria e freddezza professionale, ma vicinanza umana, qualsiasi situazione medica.
Il Dott. Cosimi è sempre pronto ad ascoltare i propri pazienti, spiegare loro la situazione presente e il tipo di terapia maggiormente efficace a seconda del caso specifico.
Il Dott. Cosimi è sempre a disposizione dei propri pazienti che potranno fare pieno affidamento sulla sua figura in qualsiasi momento.

Il Dott. Marco Cosimi, che è anche chirurgo pluri specialista, è noto per avere applicato ed ideato tecniche realmente non invasive, indolori ed ambulatoriali di guarigione rigenerativa per il bene dei pazienti proctologici. Tale gamma di tecniche prive di complicazioni, sono a disposizione, con la massima esperienza clinica, di chiunque voglia guarire realmente dalla propria patologia proctologica, anche per il bene dei pazienti inoperabili, con comorbilità o plurioperati.
CV del Dott. Marco Cosimi
Sono nato a Roma il 6 aprile del 1960 e mi sono laureato in Medicina e Chirurgia presso l’università di Roma “La Sapienza”. La discussione della mia tesi di laurea, con votazione finale di 110 e lode, è stata portata a termine un anno prima della fine del percorso regolare di studio: per questo motivo, già nel 1986, ho ricevuto diverse proposte di lavoro nel settore Ricerca & Sviluppo e un anno dopo sono entrato a far parte del gruppo Janseen Beers, consociato alla Johnson&Johnson, come Dirigente del Dipartimento di Ricerca Cardiovascolare (R.& D. Department Cardiovascular Research).
Grazie a questa occasione ho avuto la possibilità di viaggiare nelle più note Università Italiane ed Europee di Medicina ed apprendere molto da colleghi illustri, che poi avrebbero fatto essi stessi della Ricerca e Sviluppo scientifico Medico il loro principale obiettivo e campo professionale. Parallelamente mi sono specializzato presso il Policlinico Umberto I° di Roma Università La Sapienza ed il Policlinico Universitario “A. Gemelli” di Roma, più precisamente all’interno della Scuola di Chirurgia Generale e rispettivamente di Chirurgia Vascolare.
Il direttore, l’illustrissimo Prof. Di Giovanni, ed uno dei suoi allievi prediletti, il Prof. Snider, hanno caratterizzato la mia formazione e la mia carriera: il primo è stato un pioniere della Chirurgia Vascolare Arteriosa a livello Internazionale; il secondo è stato anche il professore con cui discussi la mia tesi sperimentale di specializzazione, oltre che continua fonte di ispirazione. In totale, posso vantare ben tre specializzazioni chirurgiche, ottenute nelle più importanti Università della nostra Capitale.
A livello di esperienze lavorative, dal 1992 al 1996 sono stato anche Assistente di Chirurgia Generale presso l’ospedale di Anagni (Fr). Inoltre, ho lavorato fino al 2021, presso la U.O.C. di Chirurgia Generale e d’Urgenza dell’Ospedale S. Eugenio di Roma a stretto contatto con il Primario Prof. Rodolfo Porzio, successivamente con il Prof. Vincenzo Blandamura ed in seguito diretta dal Prof. Massimo Carlini, Presidente anche della S.I.C. (Società Italiana di Chirurgia).
Sono specialista Proctologo e pioniere in Italia ed all’estro della Proctologia Rigenerativa al fine di superare, per il bene dei miei pazienti, alcuni limiti riconosciuti da tempo di molte tecniche chirurgiche note in Proctologia.






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La visita prevede sempre una ecografia pelvica e vescicale a vescica piena. Al termine il paziente verrà invitato a svuotare la vescica per procedere a valutare se ha vuotato completamente la vescica oppure no. Infatti tutti i pazienti affetti da significativo prolasso rettale, indipendentemente dal sesso, sviluppano sempre un residuo post minzionale (RPM) significativo per cui viene sempre calcolato il volume di urine residuo in vescica all’atto dell’esame ecografico. Talvolta è invece opportuno procedere anche ad una ecografia specialistica detta endoanale con sonde endorettali nate per approfondire la diagnosi soprattutto dei tragitti fistolosi complessi.
I pazienti proctologici, proprio in virtù della loro malattia emorroidaria che colpisce il plesso venoso ano rettale (VAR), presentano importanti varici ano rettali e flebite con danno di quello speciale strato intimo della loro parete, che chiamiamo endotelio. E’ proprio a causa di tale esteso danno dell’endotelio (lo strato dei vasi sanguigni unicellulare e più interno a contatto del sangue stesso), poiché da esso non può più essere liberata quella importante molecola paracrina (che agisce localmente nella stessa regione in cui è stata liberata) di ossido nitrico (NO).
L’ossido nitrico è prodotto dall’endotelio
ma solo se i vasi sanguigni non hanno sviluppato un danno della loro parete. Esso agisce sui suoi recettori attraversando le membrane cellulari dei tessuti biologici limitrofi. Esistono molti recettori per la molecola gassosa di ossido nitrico lungo il tratto iniziale dell’uretra e del collo vescicale nella donna e dell’uretra prostatica (il canalino di passaggio delle urine) e del collo vescicale nell’uomo.
La molecola gassosa di ossido nitrico rappresenta il mediatore fondamentale della buona minzione, unitamente al sistema nervoso autonomo. Quando infatti il muscolo detrusore della vescica si contrae per uno stimolo squisitamente nervoso proveniente dalle radici del nervo pudendo, ecco intervenire il ruolo fortemente miorilassante sulla muscolatura liscia non volontaria della molecola gassosa (NO) che se prodotta normalmente nella camera pelvica posteriore, agisce sui suoi recettori del tratto prossimale dell’uretra e sul collo vescicale (l’imbuto stretto della vescica) rilassandolo ed “aprendo” l’uretra stessa che si allarga come un imbuto che consente in tal modo l’espressione della forza minzionale ed accoglie tutta la quantità del getto urinario che può così uscire completamente dalla vescica prima di richiudersi, realizzandone così l’intero svuotamento durante le fasi della minzione.
Nel caso di esteso danno endoteliale del plesso venoso ano rettale (le VAR della malattia emorroidaria) e del comunicante plesso venoso periprostatico, il volume del RPM (residuo urinario post minzionale) può essere anche pari o superiore al volume medio della stessa vescica. Purtroppo è difficile per il paziente rendersi conto da solo ed oggettivare tale tipo di problema. Proprio per tale regione è sempre importante nell’ambito di una visita proctologica uno studio e valutazione funzionale più estesa della pelvi maschile e femminile. Questi pazienti presentano frequentemente una pollachiuria diurna e qualche volta notturna: vale a dire che vanno ad urinare molto spesso e l’intervallo tra una minzione e l’altra è ridotto mediamente a 2-3 ora e talvolta, nelle riacutizzazioni della loro sindrome da ostruita evacuazione, anche ogni ora talvolta. È possibile che talvolta alcuni di questi pazienti riferiscano erroneamente una “incontinenza” urinaria o perdite di urina che non possono trattenere ma in realtà è assolutamente vero l’opposto in quanto non svuotano bene la loro vescica (che è sempre piena) e la minzione può talvolta avvenire addirittura per rigurgito di urine. Raramente in taluni di tali pazienti inconsapevoli ho dovuto procedere alla cateterizzazione nello stesso mio studio proctologico.
Come chirurghi siamo obbligati a considerare, insieme ai nostri pazienti, che nessuno dei farmaci utilizzati per i disturbi minzionali dell’uomo e della donna investe il reale e vero meccanismo della minzione fisiologica, mediato in Natura esclusivamente dalla molecola gassosa di ossido nitrico: difatti i farmaci noti come alfa-bloccanti (farmaci urologici prostatici) sono molecole nate in origine per il controllo della pressione arteriosa e che agiscono su recettori poco specifici per il recupero della buona minzione. Sostituire del resto tali farmaci con una molecola gassosa sarebbe impossibile, anche se è proprio questo il meccanismo che la Natura ha fornito all’uomo ed a tutti i mammiferi per il perfetto svuotamento vescicale. Come chirurghi constatiamo inoltre che illuderci di correggere le conseguenze anatomiche dei disturbi funzionali minzionali (come avviene nel sollevare chirurgicamente il prolasso vescicale o cistocele) vuol dire semplicemente correggere gli effetti e non le cause reali di quel problema clinico.
Come chirurgo che ha scelto dal 2005 la medicina rigenerativa come percorso terapeutico per tutti i suoi pazienti proctologici, sono molto consapevole che la rigenerazione e rimodellamento di tali varici ano rettali con il conseguente recupero dell’endotelio e di ogni sua attività funzionale è l’unica tecnica terapeutica in grado di recuperare tutte le preziose funzionalità della molecola gassosa pleiotropica di ossido nitrico nella pelvi maschile e femminile. Pertanto tutti i pazienti trattati con la TRAP-H nel mio studio, possono essere certi di recuperare sempre le loro alterate funzionalità minzionali. L recupero minzionale di tali pazienti viene sempre documentato ecograficamente prima e dopo la guarigione clinica e ad ogni follow up e le ecografie vengono registrate e sono conservate in un server.
Tali evidenze cliniche e strumentali mi hanno insegnato moltissimo in tutti questi anni di esperienza clinica su migliaia di pazienti e nel ricordare che le evidenze cliniche rappresentano per ogni medico oltre che per il paziente guarito, il più alto coefficiente di una verità scientifica, unitamente constato che queste stesse evidenze cliniche sono il frutto di una mia esperienza personale e pioneristica di clinico ed alla quale non è ancora interessato l’attuale pensiero medico scientifico dominante in campo pelvico, se mai lo sarà. Del tutto aleatorio sarebbe quindi da parte mia, il desiderio di un differente pensiero unico uguale e contrario su tali interessanti argomenti: credo infatti che il valore di un atto medico risieda solo nella guarigione che dà senso al nostro lavoro di medici. Ai pazienti spetta la libertà di scelta consapevole della cura e del curante ed è proprio ciò che dà alla guarigione stessa il valore proprio di un atto personale ed autodeterminato.
Credo pertanto che si debba compiere, da parte dei pazienti cui mi rivolgo, un atto di fede nell’avvicinarsi alla rigenerazione in proctologia unitamente ad un consapevole rispetto verso le tante specifiche conoscenze ultra specialistiche e verso le possibilità dell’attuale medicina rigenerativa, che è ormai una straordinaria realtà. I pazienti devono poter compiere sempre il loro atto di fede e debbono esprimere una forte e consapevole intenzione di loro guarigione clinica: atto di fede ovviamente più facile per i tanti pazienti già operati o plurioperati e che si rivolgono da anni ai miei studi da tutta Italia ed anche da fuori Italia, per risolvere le recidive dei loro prolassi pelvici. Argomento questo che è molto più aperto di quanto si creda, unitamente alla considerazione che non è affatto scontata la propria guarigione pelvica ed è solo un peccato che tale argomento non sia dibattuto abbastanza come si dovrebbe.
“E’ medico solo quello i cui rimedi sono efficaci”. Paracelso (1493 ? – 1541), Die grosse Wundartzenei
“La vita è breve, l’arte lunga, il momento opportuno fuggevole, la pratica incerta, il giudizio difficile. Bisogna pensare non solo alle cose da fare, ma anche al malato, a chi assiste e ai fattori esterni.” Ippocrate padre della Medicina, aforisma 1 della prima sezione degli Aforismi Ippocratici.




