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Terapie delle recidive chirurgiche del prolasso multiorgano

Il presupposto di alcune delle terapie chirurgiche attualmente praticate per la correzione salva utero del prolasso di vescica e di utero è fondato sul dato irrazionale che in alcune donne non esista un sostegno adeguato del “pavimento pelvico” per la vescica femminile quando è prolassata. Per tale ragione è stato ideato un legamento che non esiste in Natura e che dovrebbe sorreggere sui due lati il collo dell’utero fino alla due creste iliache. In realtà la vescica tende a prolassare solo quando non si svuota e contiene un (RPM) residuo post minzionale notevole conseguente unicamente al disturbo minzionale che accompagna i prolassi rettali proprio per il danno vascolare ed endoteliale e la conseguente mancanza di produzione adeguata di ossido nitrico (NO) nella pelvi che impedisce il fisiologico rilassamento del collo vescicale e dell’uretra prossimale.
In conseguenza del notevole, costante peso dovuto al residuo di urine che è sempre presente in vescica e del peso dell’utero si avrà un abbassamento della vescica, la quale però, ritornerà nella sua posizione soltanto se l’ossido nitrico tornerà ad essere prodotto dopo il recupero endoteliale conseguente alla rigenerazione. Pertanto le recidive di questo intervento, dovute al cedimento di una od entrambi i legamenti artificiali fissati alle creste iliache, avverrà soltanto dopo la ripresa di una corretta e fisiologica minzione. La vescica che non si svuota correttamente tende a gravare anche sul muscolo retto coccigeo intralciano l’azione di questo muscolo così importante per la buona evacuazione ed è quindi fondamentale anche per le buone funzioni evacuative, risolvere sempre il disturbo minzionale del paziente. “Fin dai tempi di Ippocrate, l’aforisma è stato il veicolo letterario della classe medica.
Medicina rigenerativa in proctologia

Nel rispetto delle linee guida chirurgiche Internazionali di chirurgia proctologica si intende rispettare nel mio studio specialistico, anche l’evoluzione attuale del pensiero medico-scientifico: compito del mio studio proctologico è di porre al centro delle attenzioni con un occhio critico anche i numerosi pazienti insoddisfatti dalle risposte terapeutiche della attuale chirurgia proctologica, anche qualora già operati. Ponendo così attenzione anche alle necessità cliniche ed umane del paziente con comorbilità che pur assumendo molti farmaci per patologie preesistenti, necessiti ugualmente di una terapia senza chirurgia ma degna del rispetto della sua condizione, al passo dei tempi, stabile negli anni, biologica, indolore, ambulatoriale e senza anestesia ed a disposizione anche di tutti gli altri pazienti che la richiedano.
Tutto ciò è indispensabile quando vi è la necessità di risolvere le patologie proctologiche affrontandole in una prospettiva senza intervento chirurgico ma realmente ambulatoriale, evitando anche quel grande limite impostoci, quali chirurghi di sala operatoria, dall’anestesia generale/spinale dei pazienti, mettendoci così a disposizione di tutti i pazienti anche se clinicamente complessi, delicati ed impossibilitati all’anestesia generale o spinale ma con tutte le risposte terapeutiche più idonee per ogni tipo di caso clinico e di paziente e di sua patologia.
Terapia delle fistole anali e perianali (cellule staminali mesenchimali, PRF)
Le fistole anali e perianali creano molto disagio e talvolta dolore al paziente e le prospettive ed indicazioni chirurgiche non sono affatto brevi e non scevre di rischi variabili per la delicata prossimità delle fistole agli sfinteri del paziente. La cosa più importante per il nostro paziente è di guarirla il più rapidamente possibile ed è talvolta possibile bonificarle e sterilizzarle per farle successivamente regredire spontaneamente da sole, grazie all’impianto delle cellule staminali mesenchimali prelevate dal grasso del paziente, unitamente alla forza antinfiammatoria e riparatrice della PRP termo-foto attivata.
Terapia della ragade anale (PRP, PRP termo-foto attivata)

Ad illustrarci i vantaggi della tecnica per la cura della ragade anale è il suo ideatore.
Dott. Cosimi, la rigenerazione venosa del pavimento pelvico consente di guarire la malattia emorroidaria e la ragade anale in modo davvero innovativo. In cosa consiste la tecnica rigenerativa che pratica dal 2005?
La Fleboterapia Rigenerativa Emorroidaria (TRAP-H) rimodella le pareti venose delle varici stabili che creano la malattia emorroidaria ed il prolasso rettale ed evidenti alla rettoscopia o d alla colonscopia, grazie ai “fattori di accrescimento cellulare” del paziente stesso ed alla loro capacità di rigenerare tali varici unitamente alla guarigione con tecnica PRP della ragade anale, qualora associata.
Terapia del prolasso rettale recidivo ad intervento
VARICI EMORROIDARIE
Il presupposto di alcune delle terapie chirurgiche attualmente più praticate è fondato sul dato irrazionale che non esistano delle varici emorroidarie del plesso venoso ano rettale. Il plesso venoso ano rettale varicoso ed allungato anatomicamente per il suo danno ipertensivo, è considerato “normale” ma semplicemente “prolassato” in basso. In altre parole non vi sarebbe nessuna alterazione vascolare ma semplicemente un abbassamento o “prolasso” delle stesse vene del plesso anorettale.




